Una donna su tre ha subito violenze fisiche o sessuali nella maggioranza dei casi da parte del partner o di un familiare, picchiate in casa, molestate in strada, vittime di bullismo sul web.

Secondo quanto rilevato dall’Istituto di statistica, sono 6 milioni e 788mila le donne tra i 16 e i 70 anni che hanno riferito di aver subito violenza fisica o sessuale. Nel 41 per cento dei casi gli autori del crimine sono compagni o ex partner. Una donna su dieci ha dichiarato di aver subito violenza in qualche forma prima dei 16 anni e più di una donna su tre ha riportato ferite, lividi, contusioni o altre lesioni. Di queste, circa il 20 per cento è stata ricoverata in ospedale a seguito delle ferite, il 5 ha riportato danni permanenti.

Una violenza senza bandiere.La quota di donne straniere che ha dichiarato di aver subito violenza fisica o sessuale è pressoché identica a quella delle donne italiane: il 31,3 per cento contro il 31,5 per cento. Una situazione più drammatica se si considera che sono le donne straniere quelle che hanno subito le forme più gravi di violenza (7,7 per cento di stupri o tentati stupri rispetto al 5,1 per cento delle italiane). E sono straniere le donne che più spesso hanno denunciato le violenze alle autorità o si sono rivolte ai centri antiviolenza: il 17,1 per cento dei casi, contro l’11,4 per cento delle italiane.

Il numero delle denunce di violenza negli ultimi anni si è ridotto del 12 per cento. Secondo i dati raccolti dalla commissione, le violenze denunciate sono calate dalle 4.617 del 2011 alle 4.046 del 2016: sono passati dal 4.617 episodi del 2011 ai 4.046 del 2016. Sono invece aumentate del 45 per cento invece le denunce per stalking: nel 2011 erano 9.027, contro le 13.177 del 2016.

La Commissione ha analizzato anche il fenomeno delle molestie sul lavoro. Nei dati raccolti in una rilevazione Istat dell 2016, si stima che il 9 per cento della forza lavoro femminile (1 milione e 403mila donne) abbia subito nel corso della loro vita lavorativa molestie o ricatti sessuali sul posto di lavoro. Sono invece 1 milione e 100mila le donne che hanno dichiarato di aver subito ricatti sessuali per ottenere o mantenere il proprio posto di lavoro. Ricatti e molestie di cui gli uomini sono protagonisti nel 90 per cento dei casi.

Per quanto riguarda il femminicidio, i dati risentono delle diverse rilevazioni operate da Polizia, Carabinieri e Guardia di finanza. Purtroppo è stabile il numero degli omicidi con vittime di sesso femminile, che rappresentano – nel periodo 2013-2016 – oltre un quarto degli omicidi complessivamente compiuti. L’Istat ha rivelato che se il numero totale degli omicidi si è ridotto del 39 per cento tra 2011 e 2016, gli omicidi con vittime di sesso femminile sono diminuiti solo del 14 per cento. Tra gennaio-settembre 2016  e lo stesso periodo del 2017 sono diminuiti gli omicidi in ambito domestico: sono passati da 113 a 86. La percentuale di vittime donne è calata solo del 2 per cento, dal 73 al 71.  In rapporto alla popolazione femminile residente, il maggior numero di omicidi avviene in Umbria (7,8 per cento), Calabria (6,8) e Campania (6,5).

Nei primi 10 mesi del 2017 sono state invece 114 le donne uccise. È quanto rende noto il IV Rapporto Eures sul femminicidio in Italia. Oltre un quarto delle donne uccise in Italia nel 2016 (38 vittime, pari al 25,3 per cento) risulta di nazionalità non italiana, con un incremento del 40,7 per cento. L’aumento dei casi complessivamente registrato nel 2016 (più 5,6 per cento), è attribuibile alla sola componente straniera, mentre diminuiscono leggermente le vittime italiane (da 115 a 112, meno 2,6 per cento).

L’A.S.D. Judokwai Bolzano propone Corsi di “Autodifesa Femminile”,  per imparare a mantenere la calma nei momenti peggiori e a reagire con decisione nel migliore dei modi. Un programma di corsi, per dire no alla violenza e garantire alle donne la possibilità di difendersi. L’obiettivo è il consolidamento dell’autostima e della determinazione affinché la donna possa mantenere la calma necessaria per reagire istantaneamente ed efficacemente; per utilizzare la paura come energia positiva, per sviluppare una “cultura della sicurezza”, con tecniche semplici, ma efficaci; per produrre il miglior risultato possibile col minimo sforzo, anche non avendo particolari doti fisiche e aiutare a potenziare il proprio livello percettivo, a conoscere e a prevenire le situazioni di pericolo, e ad acquisire maggiore sicurezza in se stesse.

Prevenire è la mossa giusta per mettersi al riparo da incontri potenzialmente spiacevoli e da brutte esperienze. Il pericolo può essere evitato e gestito in modo responsabile per vivere più sereni la propria vita e la propria città. Questi corsi sono rivolti alle donne intese come potenziali  vittime di aggressioni di vario tipo e in quanto tali lo scopo di queste lezioni è aiutare il pubblico femminile a potenziare il proprio livello percettivo e cognitivo in relazione alle situazioni di pericolo e ad acquisire sicurezza in se stesse e si svilupperanno attorno a 3 livelli di interesse:

- Aspetto psicologico e penale

- Preparazione fisica

- Preparazione tecnica

  1. L’aspetto psicologico mira ad individuare le differenti caratteristiche e le tipologie di aggressione e aggressore. E’ fondamentale saper valutare l’entità del pericolo per poterlo affrontare. Si vuole insegnare come prevenire l’aggressore, come chiedere aiuto in modo efficace, come comportarsi in presenza di un aggressore, come superare il trauma subito. Si tratteranno anche le nozioni sul diritto penale della legittima difesa.
  2. La fase di preparazione fisica intende migliorare le capacità motorie delle partecipanti potenziandone velocità, forza e resistenza. Acquisire consapevolezza nelle proprie capacità aiuta ad allentare la tensione e a vincere le paure.
  3. Con l’acquisizione di elementari tecniche di difesa personale basate anche sul MGA Metodo Globale Autodifesa FIJLKAM, si vuole spiegare alle partecipanti come poter utilizzare il proprio corpo e oggetti di uso quotidiano come armi di difesa nel caso in cui non fosse possibile evitare il pericolo o superarlo con il controllo psicologico della situazione o con una richiesta di aiuto esterno.

Il Metodo Globale Autodifesa FIJLKAM simile a diversi Sistemi utilizzati anche in ambito internazionale in ambito civile  e militare, è richiesto da diversi Enti Pubblici e Privati, tra cui Corpo della Polizia Penitenziaria, diverse Polizie Municipali, Scuole della Polizia di Stato, Guardia di Finanza, Esercito, Carabinieri, Guardia Costiera, Carabinieri e proposto tramite diverse iniziative delle Palestre FIJLKAM abilitate e dei Fiduciari/Docenti Federali MGA FIJLKAM anche ai Cittadini.

I Corsi di Autodifesa Femminile praticati all’A.S.D. Judokwai Bolzano consistono comunque in una continua sintesi e rielaborazione di tecniche tradizionali e moderne, dei metodi di allenamento più recenti nel campo dell’educazione motoria e di tecniche provenienti anche da diverse discipline marziali. Rivestono indubbiamente una grande importanza tecnica, tutte le tecniche di controllo, di proiezione, di colpo o percussioni, di strangolamento, di leva articolare e di immobilizzazione. Il tutto è studiato in forma di principio ed applicazione, per essere assimilato dal praticante e riproposto autonomamente in situazioni di difesa simulate.  Il tutto risulta una materia molto ampia, frutto del congiungimento di numerose “Vie”, che sin dall’inizio affascina il neofita ma che si protrae nel tempo all’infinita ricerca della perfezione tecnica.